a ROSSINI
O E R E T T A.
RIDOTTA E COMPEIVDIATA
PBL
COI.LCGIO S. FRANCESCO IN LODI
yVLuSICA DEL yVl.® p. JlOSSINI
OPERETTA
IH ATTI
RIDOTTA E COMPENDIATA AD USO PRIVATO
DEL
COLLEGIO S. FRANCESCO IN LODI
per il Carnevale 1894
LODI
Tip. Quirico e Camagni
1894.
presente operetta venne pubblicata per gra:(iosa
concessione dei Sigg> G!. RIOOFIOI e 0«
proprietarii del Melodramma.
INDICE
ATTO
1. Introduzione - Coro - Piano ^ pianissimo Pag. 7
2. Cavatina - Ecco ridente in cielo - Tenore » ivi
3. Seguito e stretta dell'Introduzione - Ehi!
Fiorello » 8
4. Cavatina - Largo al factotum della città -
(Baritono) » 9
5. Recitativo e Duetto - All'idea di quel me-
tallo - (Tenore e Baritono) » 11
ATTO II/
6. Cavatina - Una voce poco fa - (Soprano) Pag. 14
7. Recitativo e Aria - La calunnia è un ven-
ticello - (Basso) » 15
8. Recitativo e Duetto - Oggi, è ver - (So-
prano e Baritono) » 17
9, Quintetto nel Finale (Buffo, Tenore, Soprano,
Basso, Baritono) * • » 18
10. Sortita di Figaro nel Finale (Baritono) • » 23
11. Largo nel Finale 25
12. Seguito e stretta del Finale 26
ATTO III.^
13. Recitativo e Duettino - Pace e gioia - (Te-
nore e Buffo) Pag. 27
14. Recitativo - Insomma , mio Signore -
(Buffo) » 28
15. Aria - lo sognai - (Soprano) » ivi
16. Recitativo ed Arietta - Quando mi sei vi^
cino - (Buffo) » 29
17. Quintetto - Don Basilio! cosa veggo/ -
(Soprano, Tenore, Baritono, Buffo, Basso) » 30
18. Recitativo - Avanti^ tutto è pronto. . . » 34
19. Finale - Li si felice evento. . • ... » 35
PERSONAGGI
LINDORO, Conte di Almaviva, cugino di
Bertino Tenore
BARTOLO, Dottore in medicina, tutore di Buffo
BERTINO, ricco pupillo Soprano
FIGARO, barbiere Baritono
BASILIO, maestro di musica di Bertino . Basso
FIORELLO, servitore di Lindoro .... Tenore
Un Ufficiale Basso
Un Notajo, che non canta.
CORO
Suonatori di strumenti - Birri - Soldati.
La scena è in Siviglia.
ARGOMENTO
Trovavasi in viaggio già da molto tempo L indoro,
Conte d'Almaviva, giovane sui trentanni, di famiglia
assai nobile e potente; quando venne a morte una
sua zia ricchissima, madre del giovinetto Bertino.
Il Conte d'Almaviva era stato designato dalla morente
tutore dell'orfano suo cugino. Ma il vecchio avaro
Bartolo, lontano parente di Bertino, spinto dall'a-
more del denaro, si appropriò la tutela del giovi-
netto. Già da tre mesi vivea questi una vita piena
di privazioni e di sacrifizi, quando il Conte tornato
nella Spagna e recatosi a Siviglia, d'accordo con Fi-
garo, barbiere e factotum nella città, dopo aver fatte
alcune burle al vecchio baggeo Bartolo, rivendica a
se la tutela del cugino, facendola legalizzare per mezzo
di un Notajo. Cosi Bertino dalla casa, o, a meglio dire,
dalla prigione di Bartolo, passa a godere nella ricca
abitazione del Conte Lindoro una vita lieta e contenta.
ATTO FHIIi©
La scena rappresenta ana piazza di Siviglia. A sinistra la tasa
di Bartolo. — È vicina l' aurora. Fiorello, con lanterna in
mano, introdace varii suonatori sulla scena. Indi il Conte
d'Almaviva, avvolto in un mantello.
SGENA PRIMA
Conte, Fiorello e Coro
Fior. Piano, pianissimo, — senza parlar
Tutti con me — venite qua.
Coro Piano, pianissimo, — eccoci qua.
Fior. Tutto è silenzio; — nessun qui sta,
Che i nostri canti — possa turbar.
CONTE Fiorello ! Olà... rentrando sulla scena)
Fior. Signor, son qua.
Conte Ebben!... gli amici!...
Fior. Son pronti già.
Conte Bravi, bravissimi, — fate silenzio.
Piano, pianissimo, — senza parlar.
Coro Piano, pianissimo, — senza parlar.
(I suonatori accordano gli strumenti; il Conte canta accompagnato
da essi)
Conte Ecco ridente in Cielo
Sorge la bella aurora;
Per te non sorge ancora,
E dei patir cosi !...
SoflFri, sospiri e gemi.
Lo so, cugino mio...
11 tuo destino rio
Fu strai che mi feri.
8
Ma spero, sì spero
Vìcino'l' istante,
Che il perfido'infrante
Sue trame vedrà.
Oh! istante di gioja!
Felice momento!
Si: presto contento
Bertino sarà.
Srf lieto sarà...
Sì; lieto sarà.
Oh! dolce contento,
Ch'eguale non ha.
Ehi! Fiorello!...
Fior. Mio Signore...
Conte Di', lo vedi?...
Fior. Signor no.
Conte Ah! fla vana ogni baldanza.
Fior. Signor Conte, alcun s'avanza...
Conte Ah! s'ei fosse! Che farò?...
Presto andiamo... Buona gente...
Coro Mio Signor...
Conte Avanti, avanti.
(// Conte dà la borsa a Fiorello, il quale distribuisce denaro)
jPiù di suoni, più di canti
lo bisogno ormai non ho.
PlOR. Buona notte a tutti quanti...
Più di voi che far non so.
(I suonatori circondano il Conte e gli fanno inchini, eco»)
Coro Mille grazie, mio Signore,
Del favore, dell'onore...
Ah! di tanta cortesia.**
Obbligati in verità.
(Oh òhe incontrò fortunato!
È un Signor di qualità).
Conte Basta... basta... non parlate...
Ma non serve... non gridate:
Malcreati, andate via;
Ah! birboni, via di qua.
Tutto quanto il vicinato
Questo chiasso sveglierà.
Fior. Zitti, zitti! Che rumore!
Malcreati, via di qua.
Ve' che chiasso indiavolato !
Malcreati, andate via,-
Ah! birboni, via di qua.
Fio. (di dentro) La, la, la, la, la, la, la, la, la, la.
Conte Chi è mai quest'importuno?
Lasciamolo passar: sotto quegli archi
Non veduto vedrò quanto desio.
Oh Cieli deh! salva a me Bertino mio!
(// Conte con Fiorello si nasconde sotto il portico)
SGENA SECONDA
figaro (con chitarra appesa al eolio), poi il CoutC
PlG. (di dentro) La la la lora — la la le rà..*
Largo al factotum — della città.
Presto a bottega — che l'alba è già»
La ran la lera — la ran la là.
Ah! che bel vivere — che bel piacere
Per un barbiere — di qualità!
Ah! bravo Figaro! — Bravo, bravissimo!
Fortunatissimo — per verità.
La ran la lera — la ran le rà.
IO
Pronto a far tutto — la notte e il giorno,
Sempre d'intorno — in giro sta.
Miglior cuccagna — per un barbiere,
Vita più nobile — no, non si dà.
La ran la lera — la ran la là.
Rasori e pettini — lancette e forbici.
Al mio comando — tutto qui sta.
V'è la risorsa — poi del mestiere
Col zerbinotto — col cavaliere.
La ran la lera — la ran la là.
Ahi che bel vivere — ah! che piacere
Per un barbiere — di qualità!
Tutti mi chiedono — tutti mi vogliono,
Ricchi, pitocchi — vecchi, fanciulli...
Qui la parrucca — presto la barba.
Qui la sanguigna... — presto il biglietto
Tutti mi chiedono — Tutti mi vogliono...
Figaro, Figaro... — Ahimè! Che furia!
Figaro, Figaro... — Ahimè! Che folla!
Uno alla volta — per carità!
Figaro qua — Figaro là.
Figaro su — Figaro giù.
Pronto, prontissimo — son come il fulmine,
Sono il factotum — della città*
Ah! bravo Figaro! — Bravo, bravissimo!
A te fortuna — non mancherà.
La ran la lera — la ran la là.*.
Sono il factotum — della città.
(Uscendo il Conte dal portico , Figaro dice:)
Qual sorpresa! Oh! chi veggo? Eccellenza!
dONtE Forse giungi opportuno a' miei disegni...
Fia. Da me che brama?
CONTE Or te lo spiego. Io sono
Fio.
Conte
Fia.
Conte
FIG.
CONTE
Fia.
CONTE
FIG.
Conte
FIG.
Conte
Fia.
Cugino del fanciullo, eh' è là dentro.
Figli Siam di carissime sorelle...
Morì sua madre e a me, lontano allora,
La tutela affidava.
Ma Bartolo, benché lontan parente.
Tutor di lui si fece
Per rubar l'oro. Orsù, m'ajuta; avrai
Danaro quanto vuoi...
Davver?
Parola.
Animo, via...
Son pronto. Ah! si, quest'oggi
Chiamo il Notare e fia tutor Lindoro;
Nulla mai nego a chi mi dà dell'oro.
All'idea di quel metallo
Portentoso, onnipossente
Già comincia la mia mente
Un vulcano a diventar.
Su; vediam di quel metallo
Qualche effetto sorprendente,
Del vulcan della tua mente
Qualche mostro singoiar.
Voi dovete travestirvi.
Per esempio, da soldato...
Da soldato?
Si, Signore.
Da soldato? E che si fa?
Oggi arriva un reggimento.
Si: m'è amico il Colonnello.
Va benon...
Ma e poi?
Cospetto!...
Dell'alloggio col biglietto
Quella porta s'aprirà.
12
Conte
Fia.
Conte
Fio.
Conte
FIG.
Conte
e
Fio.
Conte
Fia.
Conte
FIG.
Conte
Fio.
Che ne dite, mio Signore?
Che vi par? Non l'ho trovata?
Che invenzione prelibata!
Bella burla in verità!
Che invenzione prelibata!
Bella burla in verità!
Piano... piano... un'altra idea;
Veda, l'pro cosa fa...
Ubbriaco^ si ubbriaco,
Mio Signor, si fingerà.
Ubbriaco?
Si, Signore.
Ubbriaco? Ma perchè?
Perchè d'un eh' è poco in sè.
Che dal vino casca già (imitando i moti d*un ub'
briaco, moderatamente)
Il Dottor, credete a me.
Maggior stizza mostrerà.
[ Che invenzione prelibata !
Bella burla in verità.
Dunque?
All' opra...
Andiam.
Da bravo!...
Vado... Oh! il meglio mi scordavo!...
Dimmi un po', la tua bottega, ^
Per trovarti, dove sta?
La bottega? Non si sbaglia;
Guardi bene; eccola là, (additando tra le quinte)
Numero quindici, a mano manca,
Quattro gradini, facciata bianca.
Cinque parrucche nella vetrina,
Sopra un cartello « Pomata fina »,
Mostra in azzurro alla moderna, - -
Tè per insegna una lanterna;
Là senza fallo mi troverà.
Conte Ho ben capito...
FiG. Or vada presto.
Conte Tu guarda bene...
Fio. Io penso al resto.
Conte Di te mi fido.
FiG. Colà l'attendo.
Conte Mio caro Figaro...
Fio. Intendo, intendo...
Conte Porterò meco...
FiG. La borsa piena.
Conte Sì, quel che vuoi... ma il resto poi...
Fio. Oh! non si dubiti, che bene andrà.
Conte Ah! che nel core — la speme io sento,
Nunzia di giubilo — e di contento...
Speme propizia — in cor mi scende;
D'ardire insolito — quest'alma accende,
E di me stesso — maggior mi fa.
FiG. Delle monete — il suon già sento!
L'oro già viene — viene l'argento;
Eccolo, eccolo — che in tasca scende;
D'ardire insolito — quest'alma accende,
E di me stesso — maggior mi fa.
(partono entrambi; cala il sipario)
14
ATT© DECOMBO
J
Camera nella casa di Don Bartolo
SGENA PRIMA
Bertloo
Una voce poco fa
Qui nel cor mi risonò;
II mio core esulterà,
Ah! Lindoro ritornò.
Sì, tutore mio sarà.,.
Lo giurai, la vincerò.
Il Dottore accuserò.
Le sue trame svelerò;
Ei di sdegno fremerà...
Io felice ognor vivrò:
Si,^^ tutore egli sarà;
Lo giurai, la vincerò.
Io sono docile — son rispettoso,
Sono obbediente — dolce, amoroso;
Mi lascio reggere — mi fo guidar...
Ma dacché opprimermi — tenta quel barbaro.
Sarò frenetico — farò il diavolo;
Da quest'ergastolo — voglio scappar.
(Berlino Bnlra (n casa)
SGENA SECONDA
(entrano dalla parte opposta Bartolo e Basilio ragionando tra loro
con interesse)
Bartolo e Basilio
Bart, Oh! diavolo! Si; qui ci vuol rimedio.
Bas. Certo.
Bart. Ed or che faremo?
Bas. Cosi, alla sordina,
Bisogna principiare
A inventar qualche favola.
Che screditi Lindoro, e metta in chiaro,
Che pel denar sol brama esser tutore...
eh' è un perfido, un furfante.
Io si vi servirò: tra pochi giorni,
Credete a me, Basilio v'assicura...
Noi lo farem sloggiar da queste mura.
Bart. E voi credete?...
Bas. Oh certo! È il mio sistema.
E non sbaglia...
Bart. e vorreste?
Ma una calunnia...
Bas. Ah! dunque
La calunnia cos'è voi non sapete?
Bart* No, davvero.
Bas. No? Uditemi e tacete.
La calunnia è un venticello,
Un'auretta assai gentile,
Che insensibile, sottile.
Leggermente, dolcemente,
Incomincia a susurrar.
Piano piano, terra terra,
Sotto voce, sibilando,
Va scorrendo, va ronzando j
Nelle orecchie della gente
S'introduce destramente,
E le teste ed i cervelli
Fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
Lo schiamazzo va crescendo,
Prende forza a poco a poco.
Scorre già di loco in loco,
Sembra il tuono, la tempesta,
Ohe nel sen della foresta
Va fischiando, brontolando,
E ti fa d' orror celar.
Alla fin trabocca e scoppia,
Si propaga, si raddoppia,
E produce un'esplosione,
Come un colpo di cannone;
Un tremuoto, un temporale,
Che fa l'aria rimbombar.
E il meschino calunniato.
Avvilito, calpestato.
Sotto il pubblico flagello
Per gran sorte va a crepar.
Ah! che ne dite?
ÈART. Eh! sarà ver, ma intanto
Entriam qua dentro...
Oggi combineremo... Ah no, non cedo
Al dritto mio. (partono entrambi)
SGENA TERZA
Aertlno e figaro
(entrano dalla porta di mezzo)
Seri?. Ma bravi!
Fia^ Io t'assicuro,
Che libero oggi stesso
Sarai dal Dottor Bartolo;
Coraggio, buon Bertino!
Bert. Si? mille grazie a te, Figaro mio.
Per te felice io son.
Oggi, è ver? tu non m'inganni?
Dal tutor son liberato;
(0 tutor, sei corbellato;
Posso alfìn fuggir da te).
Fio. Lieti giorni tu vivrai
Con Lindoro tuo cugino.
(Io son proprio sopraffino;
Ei l'avrà da far con me).
Bert. Senti, senti... ma Lindoro
Qua venir come potrà?
FiG. Zitto, zitto, qua Lindoro
Travestito or or verrà.
Bert. Travestito! Bravo! Bravo!
Venga pur, ma con prudenza...
Quanto è grande l'impazienza!
Ma ehe tarda, macche fa?
Fia. Scriver devi, che il Dottore
È per te crudel tiranno...
Di' che vivi nell'affanno,
E Lindoro qui verrà.
Che ne dite?
Bert. Si: va ben.
Fia. Dunque allegri !
Bert. Si: va ben.
Fia. Tu gli scrivi.
Bert. Si: va ben.
Fia. E il cugino qui verrà.
Presto, presto; qua il biglietto.
Bert. il biglietto! È scritto già.
18
Fia. Sta sicuro... Oh, brutto vecctio!
Trappolato alfìn tu sei.
Bert. Oggi fremere tu dei,
Io comincio a respirar.
Fia. Tra le feste ed i tornei
Lieti di potrai passar.
Bert. (Fortunati giorni miei!
Or comincio a respirar...)
Ah.! Lindpr, tu sol, tu sei,
Ohe mi^evi consolar, (partono)
SGENA QUARTA
11 Conte {Iravettito da soldato di cavalleria), poi Bartolo
Conte Ehi! di casa... buona gente!...
Ehi! di casa... niun risponde...
Bart. Chi è costui? Che brutta faccia!
È ubbriaco! Chi sarà?
Conte Ehi! di casal Malcreati...
Bart. Cosa vuol, signor soldato?...
Conte Ah! si, si.*, bene obbligato...
Bart. (Qui costui che mai vorrà?)
Conte Siete voi?..* Aspetta un poco...
Siete voi, dottor balordo?... (cerca nHle sue tasche)
BARtr. Che balordo?
Conte Ah ! Ah ! Bertoldo...
Bart. Che Bertoldo!... Andate al diavolo...
DoGtor Bartolo...
Conte Ah bravissimo!,..
DoGtor Barbaro... Benissimo,
Già c'è poca differenza.
ÈART. (Io già perdo la pazienza...
Qui prudenza ci vorrà).
19
Conte (Non si vede! Ohe impazienza!
Quanto tarda! Dove sta?)
Dunque voi... siete dottore?...
Bart. Son dottore... si, Signore...
Conte Va benissimo... un abbraccio,
Qua, collega...
Bart. Indietro...
Conte Qua. (io abbraccia per forza J
Sono anch' io dottor per cento ;
Maniscalco al reggimento
Dell'alloggio sul biglietto
(presentandogli il biglietto)
Osservate, eccolo qua.
Bart. Dalla rabbia, dal dispetto
Io già crepo in verità.
Ahi che io fo, se mi ci metto,
Qualche gran bestialità.
Conte Ah! fia lieto il cuginetto.
Se il mio foglio aver potrà;
Tutto il magico progetto
Contro Bartol leggerà.
SGENA QUINTA
Conte, Bartolo e Bertino
Bert. Un soldato ed il tutore!... (uscendo)
Cosa mai faranno qua? avanza pian piano)
Conte (È Bertino! Or son contento).
Bert. (Ei mi guarda... s'avvicina).
Conte (Son Lindoro). (piano a Bertino)
Bert. (Oh Ciel! che sento!
Ah giudizio, per pietà!)
Bart. Signorino, che cercate ? Bemm
Presto, presto, andate via.
Bert. Vado, vado; non gridate..
Bart. Presto, presto, via di qua.
Conte Ehi! Signore, vado anch'io...
Bart. Dove, dove, Signor mio?
Conte All'alloggio... Oh, questa è bella..
Bart. Air alloggio! Bagatella!
Conte Vado. (Bartolo corre per chiudergli it passo; BertinOt ere
dendo che Bartolo gli venga contro, grida)
Bert. Ajuto!
Bart. Olà ! Cospetto, {vuoi fermare a conte)
Conte Dunque vado...
Bart. Oh no! Signore...
Qui d'alloggio non può star.
Conte Come, come?
Bart. Eh! non v'è replica;
Ho il brevetto d' esenzione...
Conte Che brevetto?...
Bart. Oh, mio padrone,
Un momento e il mostrerò, ^va alio scrittoio)
Conte Ah se qui restar non posso
Deh! prendete... (a Beriino\
Bert. Ohimè ! ci guarda.
Bart. (cercando nello scrittojo)
Ah! trovarlo ancor non posso...
Ma sì, sì lo troverò.
Conte I (cento furie sento addosso...
Bert. | -^h! più reggere non so).
Bart. {venendo avanti con una pergamena)
Ecco qua... {leggendo) Colla preseuté
Il dottor Bartolo, eccetera
Esentiamo.
21
(mandando in aria con un rovescio di mano la pergamena
Andate al diavolo!...
Non mi state più a seccar.
Cosa fa, Signor mio caro?
Zitto là, dottor somaro;
Il mio alloggio è qui fissato,
E in alloggio qui vo' star.
Vuol restar?
Restar, sicuro.
Or son stufo, mio padrone;
Presto fuori, o un buon bastone
Lo farà di qua sloggiar.
Dunque lei... lei vuol battaglia?
Ben battaglia le vo' dar.
Bella cosa una battaglia...
Ve la voglio or or mostrar.
(avvicinandosi amichevolmente a Bartolo)
Osservate... questo è il fosso...
L'inimico voi sarete. ìqh dà una spinta)
Attenzion ! (Ecco il biglietto) (a Benino)
E gli amici stan di qua.
Attenzione ! {U conte getta a terra il biglietto; Berlino
subito lo raccoglie)
È ART. Ferma, ferma!
Conte Che cos'è?
Bart. Io vo' vedere...
Conte Si? mi spiace un tal sospetto,
Questa ingiuria, è mio dovere,
Voglio tosto vendicar.
ÌBert. Bene! Bravo!
Bart. Olà! birbanti!
Qua quel foglio, impertinente... (a Bertino)
A chi dico? presto qua.
Conte
Bart.
Conte
Bart.
Conte
Bart.
Conte
Ma la carta che chiedete,
Per azzardo m'è cascata;
È una lista già pagata.
Eh! non credo... presto qua.
{strappa il foglio di mano a Berlino, il quale V avrà già
scambiato colla lista)
Ah! che vedo! Ho preso abbaglio...
SGENA SESTA
Conte, Bartolo, Bertlno e Bacillo
BERT. (vedendo affacciarsi Figaro e Basilio)
Il Barbiere! Don Basilio!
Bart. è la lista! Son di stucco!...
Ah! son proprio un mammalucco
Oh! che gran bestialità!
Bert. l (Bravo, bravo il mammalucco,
Conte i sacco entrato è già).
Bas, La re sol fa la sol fa...
Ma che imbroglio è questo qua?
Bert. Ecco qua... sempre un'istoria...
Sempre oppresso e maltrattato ;
Ah! che viver disperato!
Non lo so più sopportar...
Bart. Ah! Bertino! poverino! (awiéinandod)
Conte Vien qua tu... cosa gli hai fatto ?
(minacciando Bartolo e afferrandolo per un braccio)
Bart. Ah! fermate... niente aflfatto.
Conte Ah ! canaglia ! traditore ! (cavando la spada)
Tutti Via, fermatevi, Signore, (trattenendolo
Conte lo ti voglio subissar^
Bert.
Bart.
BAS, ( lo!
e I Genti ! Ajuto ! Soccorrete
Bart. ( mi!
Bert. Ma chetatevi...
Conte Lasciatemi...
Bas. ( lo!
e I Genti! Ajuto! Soccorrete
Bart. ( mi!
(Figaro che si era tenuto in disparte, entra nella scena
a queste parole)
SCENA SETTIMA
Conte, Bartolo, Bertlno, Baisiilio, Figaro
FiG. Alto là! (entrando col bacile sotto il braccio)
Che cosa accade — Signori miei?
Che chiasso è questo — eterni dei!
Già sulla piazza — a questo strepito
S'è radunata — mezza città.
Signor, giudizio — per carità, (piana al Conte)
Bart. Questi è un birbante, (additando u conte)
Conte Questi è un briccone, (indicando Bartolo)
Bart. Ah! disgraziato!
Conte Ah ! maledetto ! (minacciandolo colla spada)
FlCr. (alzando il bacile e fingendo di minacciare il Conte}
Signor soldato — porti rispetto!
0 questo fusto — corpo del diavolo
Or le creanze — le insegnerà.
(Signor, giudizio — per carità), (ai conte)
Conte Brutto scimiotto! (a Bartolo)
Bart. Birbo malnato ! (ai conte)
Tutti Zitto, Dottore, ra Banoio)
Bart. Voglio gridare...
24
TUTTI Fermo, Signore, (ai conte)
Conte Voglio ammazzare.
Tutti Fate silenzio — per carità!
Csi ode bussare con violenza alla porta di strada)
Zitti! che bussano... Chi mai sarà?
Bart. Chi è?
Coro Olà! la forza... (di dentro)
/ Aprite qua!
TUTTI La forzai Oh diavolo!
FIG. j (al Conte)
e J L'avete fatta.
BERT. ' r« Bartolo)
CONTE j Niente paura...
Bart. ( Venga pur qua.
TUTTI Quest'avventura
Ah come, diavolo,
Mai finirà?
SGENA OTTAVA
Un Ufficiale con soldati e delti
Coro Fermi tutti! Niun si muova.
Miei Signori, che si fa?
Questo chiasso donde è nato?
La cagione presto qua.
Bart. Questa bestia di soldato,
Mio Signor, m'ha maltrattato...
Fia. Io qua venni, mio Signore,
Questo chiasso ad acquetar.
Bas. Fu un inferno di rumore;
Parlan sempre d' ammamf.
Conte in alloggio quel briccone' '
28
Non mi volle qui accettar.
Bert. Perdonate, poverino!
Tutto effetto fu del vino!
Uffic. Ho già inteso... inteso ho già
Galantuom ! siete in arresto (ai conte)
Fuori, presto... via di qua. a soldati io circondano)
Conte In arresto! Che? In arresto!...
lo? Fermi olà...
(Il Conte con gesto autorevole trattiene i soldati, che si ar-
restane. Egli chiama a sè V Ufficiale , gli dà a leggere
un foglio, U Ufficiale rispettoso inchina il Conte e fa
cenno ai soldati di ritirarsi. Egli fa lo slesso. Quadro di
stupore)
Conte, Bertino, Bartolo, Basilio
Freddo ed immobile,
Come una statua;
mi
Fiato non resta
gli
bas.
Bart.
Bart.
Bart.
Bart.
a 3J
a 3J
a 3J
a 3J
Bart.
FiG.
e
Da respirar.
Guarda don Bartolo!
Sembra Tnna statua!
Ah! Ah! dal ridere
Sto per crepar.
Ma, Signor... Coro Zitto tu...
Ma un dottor... Coro Oh non più !
Ma sa lei?... Coro Non parlar...
Ma vorrei... Coro Non gridar.
Ma se noi... Coro Zitti voi !..,
Ma se noi... Coro Pensiam noi...
Ma se poi... Coro Zitto tu!...
Ma se poi... Coro Non parlar.
Ma sentite, ma ascoltate...
Vada ognun pei fatti suoi
Si finisca d'altercar.
TUTTI
Mi par d'esser con la testa
In un'orrida fucina,
Dove cresce e mai non resta
Delle incudini sonore
L' importuno strepitar.
Alternando questo e quello
Pesantissimo martello
Fa con barbara armonia
Muri e vòlte rimbombar
E il cervello, poverello...
Già stordito, sbalordito,
Non ragiona, si confonde.
Si riduce ad impazzar.
27
Camera ad aso di stadio in casa di Don Bartolo, con sedia ad
un pianoforte, con carte di mnsica.
SGENA PRIMA
Il Conte (iraveslito da maestro dì musica) e Don Bartolo
Conte Pace e gioja il Ciel vi dia...
Bart. Mille grazie, non s'affanni»
Conte Gioja e pace per milPanni.
Bart. Obbligato in verità!
(Questo volto non m'è ignoto...
Non ravviso... non ricordo...
Ma quel volto, ma queir abito..*
Non capisco... chi sarà?)
Conte (Ah! se un colpo non fu a vuoto
A gabbar questo balordo...
Un novel travestimento
Più propizio a me sarà)
Gioja e pace, pace e gioja»
Bari^. Ho capito... (Ma che nojai)
Conte Gioja e pace> ben di core*..
Bart. Basta> basta> per pietà!
(Ma che perfido destino!
Ma che barbara giornata!
Tutti quanti a me davanti!
Che crudel fatalità!)
Conte II vecchion non mi conosce...
Oh mia sorte fortunata!
Ah Bertin, tra pochi istanti
Parlerem con libertà.
Bart. Insomma, mio Signore,
Chi è lei, si può sapere?
Conte Don Alonso
Professoi^ di musica, mandato
Da Don Basilio.
Bart. Oh come?
Conte Leggete. (qH dà un biglietto; Bartolo legge)
SGENA SECONDA
Conte, Bartolo e Bertloo
Bart. Ecco il pupillo...
Venite: Don Basilio oggi è ammalato; (a Benino)
Il Signor Don Alonso
Per lui vi dà lezione.
Conte Che volete cantar?
Bert. La cavatina
Io sognai... Eccola qua.
Conte Da bravo ! Incominciamo...
Bert. Io sognai, che un buon vecchietto
D'un fanciul si fe' tutore,
Spinto sol dal grande amore,
Che il faceva delirar...
Oh che amore singolare !
Lo faceva delirar...
Ma perchè mai tanto amore
S'è potuto in lui destar?
Era amore pel denaro
Quell'amor del vecchio avaro;
Era amore pel denaro.
29
Oh! sapessi qual tormento,
Poverino, in core io sento!
Ma per te sarò contento.
Ogni pena finirà.
0 vecchiaccio brontolone.
Sei da tutti disprezzato;
E ben presto, disperato.
L'oro a me dovrai lasciar;
E da tutti abbandonato,
Devi alfln così crepar.
Conte Bella voce! Bravissimo!
Bert. Oh! mille grazie!...
Bart. Certo bella voce...
Ma quest'aria, cospetto, è assai nojosa...
La musica a' miei tempi era altra cosa...
Ah! quando, per esempio.
Cantava Caffariello
Quell'aria portentosa... la ra la...
Sentite, Don Alonso; eccola qua...
(Verso la fine del canto Bartolo, che sarà stato sempre in
fondo della scena occupato in altro, si avvicina, mostra
la sua musica a Don Alonso, il quale fa V introduzione)
Quando mi sei vicino,
Carissimo Bertino,
L^aria dicea Giannino j
Ma io dico BertinOj
Sento per gran diletto
Balzarmi il cor nel petto.
{finita V ultima nota entra P'igarù)
SGENA TERZA
Conte, Bartolo, Bertino e figaro
FiG* Signor, son qua*..
Bart. Che vieni a fare?
30
Fia. Oh bellal
Vengo a faryi la barba; oggi vi tocca...
Bart. Oggi non voglio.
Fio. Oggi non vuol? Domani
Non potrò io. — Vi prego...
Bart. Pazienza!
Far sempre a modo suo...
Si, fa pu^r...
Fia. Dunque andiamo:
Giudizio...
Bart. A noi...
SCENA QUARTA
Conte, Bartolo, Bertino, Figaro e BasAlo
• Bert.
Conte
Fia.
Bart.
Bas.
Bart.
Bert.
Conte
Fm.
Bart.
Bas.
Fia.
Bart.
Bas.
Don Basilio!
■ (Cosa veggo!)
(Quale intoppo!)
Come qua?...
Servitor di tutti quanti.
(Che vuol dir tal novità?)
(Ah! di noi che mai sarà?)
(Qui franchezza ci vorrà)
(Qui franchezza ci vorrà)
Don Basilio, come state ?
Come sto? (stupito/
Or che s'aspetta? (interrompendo)
Questa barba benedetta
La facciamo si o no?
Ora vengo..» (a Figaro; E il VOStrO male ! (a Basilio)
Il mio male!
31
CONTB (a Basilio interrompendolo)
Io fui mandato...
(Zitto! Poro è preparato)
Non è ver?
Bart. Si: questo è ver.
Bas. Ma, Don Bartolo, spiegatevi...
Conte Ehi, Dottore, una parola, (a Bartolo)
Don Basilio, SOn da voi. (a Basilio)
Ascoltate un poco qua. (a Barioio)
Fate un po' Ch'ei vada via; (piano a Bartolo)
Ha cert' occhi... ho gran timore,
Che un eccesso di furore
Tosto tosto gli verrà.
Bert. Io mi sento il cor tremar...
FiG. Ci seconda, è un buon afFar.
Bas. Ah! qui certo v'è un pasticcio
Non s'arriva a indovinar...
Conte Ha cert' occhi... ho gran timore... {a Bartolo)
Presto, presto, via di qua...
Bart. Dite bene, mio Signore... (ai conte)
Or lo mando via di qua.
Conte Colla febbre, mio Signore,
Chi v'insegna a passeggiare?
Bas. Colla febbre!...
Conte E che vi pare?
Siete giallo come un morto.
Bas. Sono giallo come un morto?
Fio. {toccando il polso a Don Basilio) Bagatella!
Cospetton! Che tremarella!
Questa è febbre scarlattina...
Conte Via, prendete medicina; m conte dà di soppiatto
Non vi state a rovinar. ^^^^^ « Basilio)
Fia. Presto, presto, andacte a letto...
Conte voi paura in ver mi ftitó.
Dice bene; andate a letto...
Presto andate a riposar.
(Una borsa!) Or vado a letto...
Dite bene... siam d'accordo.
Presto a letto...
Eh! non son sordo...
Non mi ^ccio più pregar...
Che color!
Che brutta ciera!
Brutta ciera!
e FiG. Brutta assai!
Dunque vado...
Vada, vada...
Conte, Bertino e Figaro
Buona sera, mio Signore...
Presto andate via di qua.
(Maledetto seccatore !)
Buona sera, via di qua.
Buona sera, mio Signore;
Pace, sonno e sanità.
Bas. Buona sera, ben di core
Obbligato in verità!
Doman poi si parlerà;
Non gridate per pietà. (Basilio parte)
(Il Conte parla con Basilio; mentre fa per partire, lo tira a se
senza che gli altri si accorgano e lo fa entrare nella stanza)
SGENA QUINTA
fflfaro, Conte, BeHino e Bartolo
FiG. Orsù, Signor Don Bartolo.
32
Bert.
Tutti
Bas.
TUTTI
Bas.
Fia.
Conte
Bas.
Conte
Bas.
TUTTI
33
BART. Son qua (Bartolo siede; Figaro gli pone V asciugatoio e
si accinge a fargli la barba, nascondendo
il Conte e Berlino, che si avvicinano a far
degli scherzi a Bartolo)
Stringi; bravissimo...
Conte Caro Bertino, ascoltami;
Bert. Ti ascolto; eccomi qua...
Conte Là dentro son nascosti
Basilio ed il Legale...
Or sopra lui fatale (indicando Mariolo)
Il colpo scenderà.
FIO. Ahi! Ahi!
Bart. Che cosa è stato?
Fia. Un non so che nelF occhio!...
Guardate... non toccate...
Soffiate per pietà. (Conte e Benino si avvicinano a
Bartolo e lo beffeggiano con dei
gesti)
Bert. Le burle son finite...
Assai fu corbellato...
D'avermi maltrattato
La pena pagherà.
Conte Soldato... Don Alonso...
Ammira i miei talenti...
Quando saprà lo stolido
I miei travestimenti...
Bart. I suoi travestimenti...
Ma si ; bravi, bravissimi !...
Sor Alonso!... bravi, bravi...
^ Bricconi, birbanti ! — Ah ! voi tutti quanti
Avete giurato — di farmi crepar.
Uscite, furfanti; — vi voglio accoppar
Di rabbia, di sdegno — io sto per crepar.
a 3 La teista vi gira — vogliamo restar.
Ma zitto. Dottore... vi fate 'burlar^
34
Tacete, tacete — non serve gridar
Tacete, tacete — vogliamo restar
(Intesi ci siamo — di farlo scappar).
(Bartolo fugge infuriato)
3GENA SESTA
f40Dte 9 figaro, Berlino, Basilio, il Notajo; poi
Bartolo, poi Ufficiale con due Guardie e Coro
Conte
FIG.
Bert.
Conte
FIG.
Bas.
Bart.
Uffio.
Conte
Bart.
FIG.
Bas.
Bart.
Avanti! Tutto è pronto...
Firmiamo... e testimoni
Sien Don Basilio e Figaro.
Va bene.
(Dopo il Conte, Berlino, Figaro, Don Basilio, firma il Legale,
il quale consegna la carta al Conte e parte)
Oh me felice!
Evviva!
Evviva!
Evviva !
(con un Ufficiale e due guardie)
Olà! son ladri... li arrestate...
(al Conte) Il nomo!
Il nome! È (^el d'un uom d'onore.
(l'Ufficiale si accosta al Conte) Indietro!
10 son tutore di Bertino. . Io sono...
11 Conte d'Almaviva. (mostra n foglio a Bartolo)
(mostra la firma all'Ufficiale e parte)
E tu, perchè tradirmi? (a Basilio, vedendo la sua
firma)
All'idea di quel metallo, *
Portentoso, onnipossente...
Ed io, balordo! per chiamar le guardie...
Li lasciai qui... e intanto...
Foro perdei*
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Conte N'avrai quanto ne brami.
Bart. e fia vero? Ben quel che è fatto è fatto...
Andate pur, che il Ciel vi benedica.
Fia. Bravo, bravo! Un abbraccio...
Venite qua, Dottore...
(entrano i suonatori della prima scena dell* atto primo)
Bert. Oh noi felici!
Conte Or pago è il nostro core!
FiG. Di sì felice evento
Serbiam memoria eterna;
Io smorzo la lanterna...
Qui più non ho che far.
Coro Amore, pace e gioja
Si vegga in voi regnar.
Bert. Costò fatiche e pene,
Ma alfin son giunto in porto...
Ah! no; più bel conforto
Io non potea sperar.
Coro Amore, pace e gioja
Si vegga in voi regnar.
Conte Godo con te, Bertino,
Della tua sorte lieta;
È tocca alfin la meta;
Or vieni a giubilar.
Coro Amore, pace e gioja
Si vegga in voi regnar.